Dal sapere, passando per il capire, per arrivare al sentire: il potere della Pratica della Mindfulness
Quando iniziai il mio percorso di specializzazione come psicoterapeuta psicodrammatista*, ero entusiasta e motivatissimo. Volevo diventare Lo Psicodrammatista più esperto del mondo! E volevo che succedesse nel minor tempo possibile. Per questo coglievo ogni occasione possibile per condurre gruppi, leggevo e studiavo ogni libro che trovavo sull’argomento e investivo molti soldi per seguire seminari e workshop delle e de* grand* maestr* internazionali. Volevo sapere e saper fare tutto.
Con gli anni di pratica, sono riuscito a superare questa lunga fase di esaltazione e lasciare il posto al desiderio di essere utile alle persone con e per cui lavoravo. Il focus si è quindi spostato naturalmente dal sapere al fare, e dal saper fare, al fare per. Il metro con cui misuravo la mia crescita non era più assoluto e accademico, ma pratico e relativo alle Persone per cui esercitavo la mia professione.
Questo passaggio ha inaugurato per me l’era dell’efficacia, culminato nella formalizzazione del modello noto come la Curva dell’Efficacia Personale, elaborato con la mia socia e il mio socio di studio e arricchito dal contributo di tant* collegh*, nonché dei nostri clienti.
Eppure, ancora una volta, il modello rischiava di riportarmi al voler sapere, o far sapere… per questo, piuttosto che scrivere articoli o libri e approfondire ulteriormente, ho scelto di concentrarmi nell’applicare il modello come chiave di lettura, che mi guidasse nella Pratica.
Per Pratica intendo l’esercizio della mindfulness, ovvero del vivere il momento presente, l’azione nel qui ed ora, in modo consapevole, in profondo contatto con il proprio sentire fisico ed emotivo, come con il contesto ed eventuali altre Persone coinvolte.
La mindfulness è così diventata la mia via per la conoscenza, quella che passa per l’esperienza diretta e continuativa. Una conoscenza immediata, perché non passa attraverso altri, ma per nulla immediata, in termini di tempo, perché per sua natura parziale e spesso imperfetta.
Fu il mio amico, socio e maestro di meditazione Davide a indicarmi come lo scopo della Pratica non fosse l’estasi, ma la presenza. E sempre Davide mi spiegò che notare il mio non essere presente era il primo passo per poter tornare presente.
Ancora una volta, un cambio di prospettiva che dal senso di colpa, dal guardare quello che mancava, spostava il mio focus sul dove andare e sul come farlo.
Così la Curva dell’Efficacia Personale è diventata, in primis per me e poi per l* nostr* clienti, la chiave di lettura per aiutare a riconoscere di aver perso contatto con il momento presente; la mappa per ritrovare la via della piena consapevolezza e partecipazione. Non a caso questo strumento si applica a partire dalla respirazione e dal rivolgere l’attenzione al proprio sentire fisico, prima che psicologico.
*Psicodrammatista: lo psicodramma, ideato da J.L. Moreno, è una forma di terapia in cui il terapeuta, il direttore di psicodramma o, appunto, psicodrammatista, dirige la messa in scena da parte del Paziente (detto Protagonista) del suo mondo interiore, affinché lo possa osservare da diversi punti di vista e, interagendo con esso sulla scena, elaborare i propri vissuti.

