La natura che salva

Spesso leggiamo, su studi sempre più accurati e approfonditi, che il contatto con la natura è benefico, sia a livello neurologico, che fisico ed emotivo. Calma, regolarizza, migliora le capacità cognitive e di concentrazione. Migliora la circolazione, la respirazione e in generale le funzioni vitali.

Questo è perché siamo natura e, quindi, stare in natura è stare con noi stessi, con ciò che è fatto proprio per noi, per ciò che ci si addice. 

In un podcast che ho recentemente finito di ascoltare – A Wild Mind di Andrea Bariselli – questi concetti e queste realtà scientifiche vengono espresse veramente bene. E anche su Lo Zen e l’Arte di Salvare il Pianeta di Thich Nhat Hanh appare chiaro come la nostra connessione con la Madre Terra sia davvero tutto: lì ci sono tante risposte ai nostri bisogni più profondi.

Purtroppo siamo giunti a un punto storico di enorme distacco e senso di alienazione da quella che è la nostra unica fonte di vita e benessere, quasi non venissimo da lì e non fossimo quello. Eppure, la natura non mi risulta solo benefica, ma proprio salvifica.

Ogni giorno, ogni volta. 

Mi salva perché mi aiuta a rimettere in prospettiva e a rendermi conto – sentire naturalmente – di quello di cui ho davvero bisogno; di cosa, invece, è solo un bisogno indotto da uno schema sociale fondato sul mio senso di inadeguatezza e sulla necessità di cose inutili per colmarlo.

Ma soprattutto, dallo spreco più grande di tutti: quello del tempo

Perché mi riprende ogni volta per i capelli, proprio quando sto lì lì per perdere il mio tempo appresso a oggetti, valori, emozioni, preoccupazioni e convinzioni che davvero non sono altro che prigioni, limiti e svalutazioni dell’anima.

Sono perdite d’amore, verso me stessa e verso gli altri.

E qui vorrei parlarti di un piccolo esercizio che ogni tanto faccio: i soldi, che spendi su oggetti e cibo, sono tempo. Per guadagnarli hai dovuto dare in cambio un certo ammontare del tuo tempo, che non tornerà mai più.
Quando li spendi, è come se stessi dando a quell’oggetto o cibo un po’ di quel tuo tempo, un pezzetto della tua vita.
E una volta che quei soldi e quel tempo sono andati, sono andati. Anche se ti fossi comprato la cosa più giusta e necessaria e benefica del mondo, comunque non varrà mai tanto quanto il tempo: comunque qualcosa l’hai persa nel passaggio. Qualcosa di fondamentale, perché senza il tempo non esisteresti nemmeno.
Quindi, quando stai per fare un acquisto, qualsiasi acquisto, chiediti se davvero vale il tuo tempo. Perché fondamentalmente è quello che stai pagando.

E quindi vado in natura, perché so che mi ricentrerà. Madre Terra: a volte mi abbraccia, altre volte mi rimprovera, ma sempre mi dice “vivi, senza perderti appresso alle stronzate di chi ti vuole anestetizzata”

Vivi, perché tutto questo lavoro, se davvero non ti serve, allora non ti serve. Perché tutti questi oggetti non ti valgono. Vivi, perché tutti questi possedimenti non sono vita. 

E quindi mi accorgo, senza nemmeno troppo bisogno di studi scientifici, che la natura non mi fa bene: la natura mi salva.

Assicurarmi che sia nella mia vita nel modo più frequente possibile diventa un atto di benessere vero e proprio, un atto d’amore. Sicuramente, uno degli ingredienti fondamentali per la mia ricetta di vita sostenibile e felice.

Quando mi sento sopraffatta da tutto, quando penso di non avere tempo, quando smetto di essere serena, ormai so (perché l’ho resa un’abitudine) che devo andare in natura. Anche fosse il parco dietro casa, un giro intorno al lago, un chilometro in un bosco. E sedermi. E stare. E basta. 

Che poi è anche il motivo per cui so che, se proteggo la natura, proteggo me stessa. 

Vedere la natura come qualcosa di esterno e distaccato è forse una delle armi di distrazioni di massa più potenti che ci siano: sentirsi piccoli, soli, isolati e ininfluenti; non riuscire a vedere e a percepire che siamo un tutt’uno, un continuum tra noi e tutto il resto dell’Universo. Non riuscire a vedere che siamo più che abbastanza, perché siamo tutto. Vedere che abbiamo già tutto quello di cui abbiamo bisogno. Ma soprattutto, vedere il nostro tempo e scoprire che è la cosa più preziosa che abbiamo.

E forse, allora, non accettare più di sprecarlo.