Da zero rifiuti a zero sprechi

Un salto di consapevolezza che mi ha cambiato la vita.

Mi sono avvicinato alla filosofia zero waste per caso, da completo ignorante. Sapevo di voler essere più coerente ed efficace per quanto riguardava il mio impatto sul pianeta e cercavo una guida. Avendo conosciuto in contesti altri Alice, anche presidente di Inspire, l’ho contattata e ho scoperto un mondo: lo zero waste.

Inizialmente, pur avendo sentito e letto la spiegazione del termine, a livello inconscio traducevo zero waste come zero rifiuti e mi sentivo in forte imbarazzo. Noi come famiglia di quattro persone, con due bambini, di rifiuti ne produciamo tanti, troppi! E ogni volta che andavo a buttare la spazzatura mi sentivo in colpa e questo mi demotivava.

Ma, a un certo punto, ho avuto un insight; è come se le parole di Alice fossero riuscite, finalmente, a raggiungere la mia mente e quindi penetrare anche nel mio inconscio: zero waste non vuol dire zero rifiuti, ma zero sprechi! Quindi, il mio cervello ha spostato il focus su quello stavo o non stavo sprecando; un cambio non da poco, e per ben due motivi.

Il primo motivo è che il rifiuto lo vedevo “a cose fatte” quando ormai potevo solo pentirmi, mentre lo spreco lo posso non solo notare e limitare in fieri, ma anche considerare al momento della decisione di un eventuale acquisto. In altre parole, sono passato dall’essere testimone passivo della misura del mio fallimento, a diventare protagonista della mia assunzione di responsabilità.

Il secondo motivo è che ho allargato l’orizzonte e recuperato una visione d’insieme; gli sprechi non riguardano solo, o in primis, cibo o oggetti, ma comprendono anche opportunità, tempo, relazioni… è come se avessi squarciato il velo e finalmente iniziato a vedere quanto della mia vita stessi sprecando, cercando poi di compensare quelle perdite con acquisti inutili che a loro volta risultavano in sprechi e, sì, rifiuti.

Per questo, per me, comprendere profondamente che la cultura zero waste riguarda prima di tutto la qualità della mia vita è stata una svolta fondamentale che auguro a ogni Persona, e quindi anche a te. 

A tal proposito, vorrei concludere proponendoti un piccolo esercizio di consapevolezza.

Si svolge su una settimana lavorativa.

Lunedì mattina • Prima di uscire, prova a mettere a fuoco quali saranno gli acquisti d’abitudine che pensi di fare; 

pensa a caffè, snack, bevande, pranzo, cancelleria, spese alimentari…

scrivi su un foglio, specificando investimento economico e tempo speso.

Martedì mattina • Prima di uscire, elenca gli effettivi acquisti del giorno prima;

coincidono con la lista prevista, o hai comprato altro? Hai speso soldi e tempo come da programma?

Rifai la lista; non cercare di essere “meglio”, ma punta all’onestà; il tuo obiettivo è la consapevolezza.

Mercoledì mattina • Prima di uscire, elenca i tuoi acquisti previsti per la giornata,

MA questa volta, accanto ad ogni acquisto metti due valutazioni:

1° quanto è sostenibile (fai una media considerando se sia usa e getta, quanto sia prodotto con materiali e processi inquinanti, se sia prodotto sfruttando persone e territori…)

2° quanto migliora la tua vita e perché (ricorda l’obiettivo non è rinunciare e privarti di qualcosa, ma la consapevolezza)

Giovedì mattina • Segna gli acquisti del giorno precedente, e ripeti l’esercizio della valutazione sia su questi, sia su quelli che elenchi in previsione di oggi.

Venerdì mattina • Segna cosa intendi acquistare POI

prova a identificare un’alternativa altrettanto appagante il bisogno, ma più sostenibile

e, infine, prova a pensare quale sia il bisogno profondo a cui quell’acquisto risponde:

per esempio, potresti comprare un dolce per “coccolarti”, prendere un caffè per concederti una pausa… 

Fammi sapere com’è andata e cosa hai notato,

Paolo

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