Dal timore dell’austerità alla piena gratificazione.
Oggi voglio condividere con te un esercizio, una Pratica di mindfulness che faccio da qualche tempo ogni volta che sento di desiderare qualcosa.
In passato, un desiderio dava origine a uno tra questi tre comportamenti e vissuti:
• Cedevo immediatamente e me lo concedevo, ovvero lo compravo;
• Mi arrabbiavo perché non potevo permettermelo;
• Mi sentivo in colpa perché si trattava di qualcosa che, in fondo, sapevo non essere in linea con quelli che ritengo essere i miei valori.
Per esempio: mi concedo un cannolo, invidio una bella casa in montagna e mi vergogno di desiderare una Porsche Carrera 4.
Oggi, metto in pratica un esercizio di mindfulness seguendo questi passi:
1° – Respiro
2° – Accolgo e legittimo il mio desiderio, qualunque esso sia, senza giudicarlo, o meglio, senza giudicare me stesso per averlo
3° – Respiro e faccio risuonare in me il desiderio
4° – Inizio ad esplorare il desiderio, immagino di averlo realizzato, prefiguro come sarà, dove sarò, con chi sarò e come mi farà stare tutto ciò…
5° – Respiro e resto in contatto con queste immagini
6° – Ora resto sull’immagine, cerco l’oggetto del mio desiderio… è ancora presente? O il mio desiderio era in realtà un veicolo per altro?
7° – Metto a fuoco il mio vero desiderio, quello che il desiderio “superficiale” mi indicava o rappresentava…
8° – Respiro e sto con questo desiderio, più profondo e vero
9° – Ora posso vedere come posso realizzare questo desiderio e, nella stragrande maggioranza dei casi, non passa per un acquisto…
Per esempio,
scopro che il cannolo è un bisogno di distrazione dalla noia, o il desiderio di sentirmi coccolato e apprezzato,
o scopro che la casa in montagna è, in realtà, il desiderio di essere a contatto con la natura e di fare una passeggiata nei boschi.
o scopro che la Porsche è il desiderio di essere riconosciuto e apprezzato…ma questo non può essere comprato.
Quando, e sono ben lontano dal “sempre”, ho la presenza di fare questo esercizio sento di fare scelte più appaganti e libere.
Questo, sia ben chiaro, non vuol dire che a volte non scelga di coccolarmi con un buon dolce, o che smetta di sognare un meraviglioso chalet in montagna; ma lo faccio con serenità e restando in contatto con il mio desiderio più intimo.


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