di Alice Bellini dalla Newsletter Lotus Lab 🪷
Quello che accade in questi tre giorni, che iniziano con il Solstizio d’Inverno e finiscono a Natale, è magia – cioè il presente di una grande opportunità.
Come in una sospensione a polmoni totalmente vuoti, per tre giorni il sole rimane fermo in una zona più di buio che di luce, per poi ricominciare il suo “movimento” fino al Solstizio d’Estate. In questi tre giorni sarà il buio ad avere più tempo. Il buio dell’humus, del ventre da cui nasciamo e di quello che non ci è dato vedere, ma solo scoprire: il Futuro. Il buio del seme che, sotto terra, incontra la vita.
La mindfulness è un esercizio a rimanere nel momento Presente (leggilo anche come “dono”). Alleniamo la nostra capacità di stare con quello che c’è. Dunque, in questi giorni, a stare con il buio e la curiosità e, forse, anche il timore per quello che avverrà.
Perché il Futuro, come il Passato, fanno parte del nostro Presente, proprio come i nostri genitori e i nostri avi fanno parte di noi, che siamo individui totalmente diversi, eppure a loro profondamente connessi.
Nel nostro Presente è insito il Futuro, in questo seme che diventerà albero, ma ora è sottoterra ed è qui che deve stare per poter germogliare domani.
Nel Futuro non ci arriveremo mai, perché quando lo raggiungeremo sarà di nuovo Presente. E quindi a cosa serve il Futuro? Perché esiste?
Ma soprattutto, esercitare la mindfulness significa non curarsi del proprio Futuro? Non avere idee, progetti o sogni? Non curarsi di quello che succederà?
Al contrario, significa essere pienamente consapevoli della sua esistenza, ma anche pienamente consapevoli che, se prima di tutto non ci concentriamo sul Presente, nessun Futuro potrà accadere. Essere pienamente consapevoli che i pensieri, le parole e le azioni di adesso hanno un effetto esteso, sia nello spazio che nel tempo.
È importante accettare che è solo nel Presente che noi possiamo agire, mai nel Futuro. Significa anche riuscire a vivere appieno il momento di cui stiamo facendo esperienza, senza lasciare che i progetti e i sogni ancora irrealizzati ci facciano sentire insoddisfatti o impossibilitati ad essere felici (o perlomeno sereni) con quello che c’è adesso.
Il Futuro serve a stare nel Presente. A scegliere con cura quello che c’è, sapendo che è anche quello che verrà. A stare con quell’incertezza che, dopotutto, è l’unica certezza della nostra vita.
Qualche giorno fa sono andata a vedere a teatro uno spettacolo bellissimo, “Il Cavaliere Inesistente” di Italo Calvino, riadattato per il palcoscenico dalla mia amica Matilde D’Accardi per la regia di Tommaso Capodanno. Stupendo, davvero. E dopo tanto tempo che non le leggevo, mi hanno colpito dritte le battute finali di questo romanzo così profondo e pregno di significato.
“La pagina ha il suo bene solo quando la volti e c’è la vita dietro che spinge e scompiglia tutti i fogli del libro. La penna corre spinta dallo stesso piacere che ti fa correre le strade. Il capitolo che attacchi e non sai ancora quale storia racconterà è come l’angolo che svolterai uscendo dal convento e non sai se ti metterà a faccia con un drago, uno stuolo barbaresco, un’isola incantata, un nuovo amore.”
Per voltarla, la pagina deve prima di tutto esistere. Per correrla, la strada deve prima di tutto definirsi. Per essere raccontata, una storia deve prima di tutto accadere. Ecco, il Futuro serve a questo. A voltare la pagina, a spingere la penna, a correre lungo le strade. La mindfulness è la pagina, la penna e la strada.
Sul sito del Personal Sustainability Institute trovi l’Esercizio di Mindfulness dei 108 Rifugi: https://personalsustainabilityinstitute.org/esercizio-di-mindfulness-i-108-rifugi/
È un esercizio che ti permette di esplorare il tuo Presente e farne esperienza a seconda del momento e della giornata che stai passando. In ogni istante puoi infatti scegliere il Rifugio che reputi più adatto a te. Ricordi? Non tutti i giorni la Pratica più adatta ai nostri bisogni è la stessa. Abbiamo bisogno di pratiche diverse in momenti diversi.
Hai bisogno di un consiglio? Scrivimi ad alice.c.bellini@gmail.com
Con gratitudine,
Alice


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