di Alice Bellini dalla Newsletter Lotus Lab 🪷
L’anno sta finendo, e quindi giù di bilanci, riflessioni su come è andato, buoni propositi per quello che sta per arrivare… “a che punto sono?”
Come se davvero alla mezzanotte del 31 dicembre attraversassimo un portale spazio-temporale, che ci portasse in una nuova dimensione. E in questa dimensione, una volta all’anno, potessimo fare punto e a capo.
In passato subivo molto il fascino di questa idea: “è una nuova occasione”, mi dicevo. Se qualcosa era andato male durante l’anno, mi arrivava smagliante una nuova possibilità.
Poi ho smesso. Praticando e praticando, ho interiorizzato la consapevolezza che non solo non c’è un tempo giusto e uno sbagliato, ma che, soprattutto, non esiste un tempo andato male e uno bene. Esiste solo un tempo da cui ho imparato e uno da cui no.
Cerco costantemente di togliermi da linee temporali con traguardi e step, come dalla possibilità di essere in ritardo su qualcosa che, invece, secondo questa società io avrei già dovuto raggiungere. Cerco costantemente di togliermi dal concetto di REALIZZAZIONE…tadaaaaan! Cosa ho realizzato? Cosa ho fatto con il mio tempo? L’ho messo a frutto? L’ho spremuto ben bene? Oppure l’ho sprecato? Ma soprattutto, sono arrivata?
Ma cos’è tutta questa corsa? A cosa serve? Ma soprattutto, è la mia?
Non fraintendermi, fare il punto va bene (va bene tutto, sempre, fin tanto che non lede gli altri), ma è anche molto importante, secondo me, tenere a mente un po’ di cose:
🌱 Nonostante le convenzioni, ogni giorno è un 31 dicembre, ogni giorno va bene per fare questo punto, per capire dove siamo, dove vogliamo andare, per domandarci se quello che desideriamo lo vogliamo veramente, o se è solo un bisogno indotto. Se quello che desideriamo ci porterebbe davvero ad una situazione più serena, pacifica ed equilibrata, o se invece implicherebbe tutta una serie di cose che, forse, poi così felici non ci renderebbero. Ma soprattutto, ogni giorno va bene per iniziare una nuova abitudine che ci potrebbe permettere di stare meglio (tipo Praticare 😉 )
🌱 Possiamo fare tutti i programmi del mondo, ma ricordiamoci sempre che c’è la vita, che è quello che succede mentre siamo impegnati a fare programmi, come dice un vecchio detto. Se qualcuno mi avesse detto all’“inizio” di quest’anno che alla sua “fine” sarei stata qui a scrivere questo articolo, con il progetto del Personal Sustainability Institute in essere, e tutte le mille novità che ho fatto accadere nel mentre, non c’avrei mai creduto. I miei progetti erano totalmente altri, anzi, non c’erano proprio. Eppure, sono così soddisfatta che le cose siano andate così. Ho imparato tantissimo.
Ma soprattutto…
E qui viene la cosa secondo me più importante di tutte: questa linea temporale della realizzazione e del successo dipende solo da noi. Potrebbe essere la linea temporale dei giorni sereni e di valore passati con chi amiamo. Potrebbe essere il bilancio di quanti respiri consapevoli abbiamo fatto. Potrebbe essere il punto di quante volte abbiamo provato gioia, di quante volte abbiamo preso un momento per osservare la bellezza della natura intorno a noi, per fare una passeggiata e respirare, per ridere, per viaggiare, per conoscere cose nuove.
Che successo misura la mia linea? È davvero la mia, oppure mi sto rapportando a qualcosa che, in realtà, se mi fermo un momento a pensare, non è esattamente il modo in cui vorrei quantificare il mio successo e la mia realizzazione?
Va precisato…
Ci ho messo un po’ di tempo a fare questo cambio di punto di vista e trovare il coraggio di ammettere, contro il mio orgoglio iniziale di donna intelligente ed emancipata, che tante parti della mia vita erano vissute con il pilota automatico e che il mio concetto di successo e realizzazione non era stato scelto da me, ma semplicemente abbracciato, così come mi era stato servito, da un modello socio-economico che mi vuole prima di tutto insoddisfatta per potermi vendere un sacco di cose di cui non ho assolutamente bisogno nel tentativo di sentirmi, appunto, realizzata.
Cosa mi ha aiutato? La Pratica. A forza di praticare, ho cominciato ad osservare le mie emozioni, i miei bisogni, le mie voglie, le mie priorità. E lentamente, ma inesorabilmente, mi sono riappropriata sempre di più di me stessa, delle mie scelte, dei miei modi di vivere, del mio concetto di successo e realizzazione.
Ogni giorno vale l’altro, l’importante è farlo valere. Per farlo, possiamo Praticare. Ti invito a partecipare ai gruppi serali del The Garden. Oppure scrivimi: alice.c.bellini@gmail.com e troviamo la soluzione più adatta a te.
Però ora farò la mia battuta preferita, abbracciando tutte le convenzioni possibili: ci vediamo il prossimo anno! 😂
Con gratutudine,
Alice


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