di Alice Bellini dalla Newsletter Lotus Lab 🪷
Ho mille cose da fare. Gli impegni di lavoro mi si impilano uno sopra l’altro a una velocità inarrestabile e poi c’è anche (e soprattutto) la vita privata che mi richiede presenza e dedizione.
E in tutto questo, da ormai un po’ di anni a questa parte, ci sono i social. E se non pubblico tutti i giorni o quasi è la fine. Se non pubblicizzo il mio brand, il mio servizio, il mio prodotto, come farò ad avere successo? Chi si ricorderà di me? Come mi realizzo?
Siamo tutti professionisti che, in qualche modo, ad oggi, siamo (quasi per forza di cose) anche un po’ social media manager di noi stessi. E la FOMO, la Fear of Missing Out, la paura di essere tagliati fuori, di perdersi qualcosa di importantissimo, di essere dimenticati, di non riuscire a raggiungere i propri obiettivi, di non valere abbastanza e, in ultimo, fallire nell’intento, è dilagante. Sui social, ma anche su tutto il resto ovviamente.
Ad oggi se non sei sui social non puoi pensare che il tuo brand/prodotto/servizio possa avere successo. È parte integrante e necessaria del business plan. Se non sei sui social (e spesso) non esisti.
…o no?
Ecco, io ci tengo a condividere solo un pensiero, che prima di tutto ricordo a me stessa: se non pubblico, non succede nulla, perché il mio valore non è in quello che posto, ma in come faccio il mio lavoro. Se sono una professionista di valore, non avrò bisogno di pubblicare a tutti i costi qualcosa per validare quello che faccio. Quindi, anche questo giro, la mia risposta è no: il mio business plan dà priorità ad altre cose.
Questa non è altro che la famosa ri-prospettizzazione (come la chiamo io). Una FOMO un po’ diversa, e cioè Fare Ordine Mentale Obiettivo. Capire quali sono le cose veramente importanti – e quali invece sono solo un’illusione dettata da una società fondata sullo sfruttamento dei miei bisogni e delle mie emozioni. “Obiettivo” perché cerco di essere il più obiettiva possibile rispetto a ciò che mi allinea davvero con i miei valori, senza farmi travolgere delle mie emozioni e dei miei pensieri limitanti (Santa Pratica!).
Dopotutto, non penso sia una novità che i social siano un’industria: il loro obiettivo è di farci stare il più a lungo possibile sulla loro piattaforma. Come? A suon di notifiche, like che scatenano dopamina (l’ormone della ricompensa, del rinforzo positivo e della soddisfazione personale), commenti e milioni di contenuti nuovi al secondo.
E quindi, come posso pensare che sia nel mio interesse stare sempre sui social?
[Spero sia chiaro a questo punto che i social sono solo un pretesto per parlare di qualcosa di molto più generale].
Santa Pratica!
Se non tengo ben salda la percezione di cosa conta davvero, di cosa ha la priorità, di cosa per me genera valore nella mia professione e nella mia vita personale, è un attimo che mi perdo dietro a bisogni indotti che non mi aiutano a raggiungere i miei obiettivi, bensì sprecano solo le mie risorse (mentali, energetiche, monetarie, temporali, etc), facendomi entrare in un circolo vizioso dove la disconnessione da me stessa regna sovrana.
Santa Pratica che ogni giorno mi aiuta in questo. Che mi aiuta a mettere a fuoco, giorno dopo giorno, cosa è davvero importante per me. Non è magia: è il cervello che si allena, le mie capacità di osservazione e ascolto che crescono, i miei livelli di cortisolo (ormone dello stress) che si abbassano e la mia amigdala che si tranquillizza e non etichetta come “pericolo” cose che in realtà non lo sono, il mio respiro che si regolarizza, permettendo alle mie funzioni fisiologiche di riequilibrarsi altrettanto.
Santa Pratica che mi aiuta a tenere saldo il timone nelle peggiori tempeste di senso inadeguatezza, ansia, paura e frustrazione. Perché sia ben chiaro: quelle ce le abbiamo tutti, da sempre e per sempre. Semplicemente, quello che mi dice la Pratica è, ad esempio, che non sarà un post sui social (o quel che vuoi) a salvarmi dal naufragio, ma stare ben salda sul timone, con gli occhi fissi sulla meta. Lo smartphone lo tiriamo fuori dopo, quando siamo sani e salvi in porto.
E quindi, ad esempio, la Pratica mi ha aiutato, in questa settimana di mille impegni, a non farmi trascinare troppo dall’ansia del non essermi “fatta vedere” abbastanza – o di perdermi appresso a cose che non hanno un reale valore.
Avresti bisogno anche tu di un po’ di supporto nelle Tempeste?
Il mio consiglio è di trovarlo proprio nella Mindfulness, ancora di salvezza per la quale non smetterò mai di essere grata.
Vuoi provare? Ti aspetto agli incontri settimanali del The Garden del Personal Sustainability Institute. Sono il luogo migliore per iniziare!
Con gratitudine,
Alice


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